Strategia psicologica per giocare a poker

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Sicuramente quando si decide di giocare una partita di poker ci si pongono migliaia di domande. Una buona strategia di poker prevede anche lo studio psicologico dei nostri avversari, senza perdere il fulcro del nostro stesso gioco.

La strategia psicologica nel poker richiede tempo ed è una vera e propria arte, che bisogna imparare con pazienza e con l’esperienza, ovvero con diverse partite con altri giocatori di poker. Se volessimo semplificare le decisioni che bisogna prendere ogni volta che è il proprio turno di giocare, ci sono delle domende nella sua testa di ogni giocatore, a livello inconscio, come ad esempio “I miei avversari sono prudenti o aggressivi?”

Non sempre si è in grado di rispondere a questa domanda. Altre domande possono essere “Ora devo puntare o rilanciare?” Se pensiamo di avere la mano migliore, allora la risposta è quasi sempre “Sì”. Se ci si chiede se conviene vedere una mano oppure lasciare, anche in questo caso se pensiamo di avere la mano migliore, quali sempre conviene vedere, altrimenti la cosa migliore è quella di lasciare.

Dopo aver fatto un’attenta analisi, se non siamo sicuri di dover rilanciare, ma d’altra parte non vogliamo lasciare, una buona opzione potrebbe essere quella di chiamare una scommessa, ovvero fare call.

Se proviamo ad usare queste piccole note di psicologia del poker in maniera successiva nel Poker, allora possiamo anche tentare di intuire nella maniera migliore possibile la mano del nostro avversario e dunque controbattere nel modo più idoneo. Inoltre capire psicologicamente i nostri avversari ci dà la possibilità di sapere come poterci comportare con un determinato avversario e se conviene rilanciare o meno.

Nel poker è dunque molto importante “mettersi nella testa dei nostri avversari”, capire le loro mosse e che tipo di giocatori sono.



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